Non tutta la mia famiglia conosce il mio stile di scrittura, sono in pochi a conoscerlo, forse l’unica persona che ha compreso il mio stile è stata mia madre che dall’alto della sua cultura mi ha colpito e mi ha fatto emozionare…. Io quando scrivo parlo come se stessi raccontando una storia che è gia iniziata e che dovrà finire, il mio racconto è come alcune pagine a metà di un libro, non un flash, ma semplicemente un paragrafo, pieno delle sue emozioni e delle sue storie!
E’ notte ormai, dormono tutti tranne la profonda luce delle stelle, mentre la luna, maestra di tutte quante, guarda vigile dall’alto. Sto muovendo qualche passo a piedi scalzi nel giardino in fiore, sento l’umido che sfiora la mia pelle, l’accarezza come se mi volesse parlare, sento che ormai tutto sta volgendo al termine, i miei capelli lisci seguono quel venticello fresco, mi fanno voltare e soffermarmi su un particolare, in alto vedo alcune piccole nuvole seguire sinuose il vento che le galoppa, abbasso la mia fronte… sospiro lentamente…
sento piccole gocce che iniziano a scendere sul mio petto, farsi strada fra le linee dei miei addominali, i miei capelli ben presto si bagneranno, acqua di una pioggia dolce tranquilla, non spaventosa e violenta di mare in burrasca, ma semplice armonia di acqua e terra. L’unica cosa che potevo fare era riflettere sui miei momenti e ciò che mi stava succedendo, un altro periodo della mia vita si stava concludendo, pagine rese pesanti dall’inchiostro e dal sudore delle mani che lo sfogliavano stavano finalmente per chiudersi definitivamente, sarei andato avanti senza voltarmi…. Voltarsi significa aprire ferite dolorose, significa dar senso a una vita, significa imparare da se stessi, ricordare ciò per cui si e’ lottato, ammettere che nulla è come prima… voglio far a meno di tutto questo?No, scusami, l’unica cosa che mi è rimasta di mio, di realmente mio, è il passato che ho creato e che ho personalizzato con il mio sudore, con il mio sangue, con il mio amore e con il mio pianto. Faccio dono di ciò che è accaduto in questo capitolo, faccio dono dei volti e delle parole delle persone che hanno saputo ascoltarmi,non mi volterò per tutte quelle persone che non hanno saputo rispettarmi, non meritano nemmeno il mio più ricordo, meritano l’oblio che loro si sono creati in me e in esso affonderanno, è ciò che io non farò perché so ammettere ciò che mi è stato tolto, riconosciuto e spiegato, imparo dagli altri perché un giorno anche gli altri impareranno da me e dovrò essere all’altezza.Il terreno assorbe le ultime lacrime del cielo, le ultime piogge estive scendono, una stagione passa, un capitolo si chiude, una stagione arriva e la penna torna a scrivere……….
Giacomino il 3° Figlio
Però…complimenti Jack, non ti facevo un tale scrittore
bhè…si scoprono di continuo cose nuove in famiglia hehehe
Ire, quarta figlia O_o_O
Tesoro mio, non so perché non ho scritto prima questo commento, la vita (nel suo finire) ci ha travolto, in questi ultimi due mesi nessuno ha capito che accidenti è successo, che tir ci ha travolto. Tutti siamo stati presi dagli eventi, ognuno di noi ha elaborato e sta elaborando il dolore e la perdita con i suoi tempi e con i suoi modi ma anche se te l’ho detto a voce voglio metterlo per iscritto.
Sono fiera e orgogliosa di te, lo sono di tutti voi. So che la vostra vita finora è stata complicata, il mio scopo principale è sempre stato quello di darvi tutto quello che potevo (e non parliamo solo di cose materiali, ma soprattutto di affettività, amore, valori), ogni istante della mia giornata il mio pensiero era per voi, le mie azioni, anche se a volte non lo avete capito, erano volte a questo. Leggo le tue parole, so quanto hai dentro da dare e da donare Giacomo e sono terribilmente orgogliosa di te.
Un ultimo messaggio prima di chiudere il commento, ti arriva da Alfredo, che pochi giorni dopo aver letto questo tuo scritto, pochi giorni prima di lasciarci, mi aveva chiesto di dirti “sei proprio un poeta!”. Messaggio consegnato