Purtroppo non ho una foto digitale di mia zia da pubblicare, ma ne cercherò una, la scannerizzerò e la pubblicherò.
Mia zia era minuta e apparentemente fragile, con un cesto di capelli neri che portava sempre scalati e con la frangetta. Aveva quell’andatura curiosa delle persone poliomielitiche, che faceva ormai così parte di lei che sarebbe parso strano vederla camminare in altro modo.
Portava sempre gli occhiali, credo di non averla mai vista senza, ma aveva un visino bellissimo e di una dolcezza infinita. Sembrava sempre una bambina, eppure riusciva a pronunciare le battute più sagaci e brillanti che io abbia mai sentito.
Aveva lo spirito indomito e combattivo di mia nonna. Non si è mai fermata davanti a niente, mai, non ha mai lasciato che la sua malattia la limitasse in alcun modo ed ha avuto una vita normale: la laurea, un marito che la adorava, persino la patente. E io che l’ho presa a 36 anni, la patente…
Una persona speciale. Una di quelle persone che sono il sale dell’esistenza. Solo un’altra malattia, ben più potente, è riuscita a spezzare la sua fierezza. A volte sembra che il destino si accanisca sempre contro le stesse persone. Non se lo meritava.
I nonni erano lì insieme ad aspettarti.
Ciao zia………………………………………………………………………….
E’ un anno davvero difficile, il senso di perdita e di mancanza ci sta accompagnando ormai da quasi tutto l’anno, concentrandosi in maniera bieca e anche un po’ cattiva negli ultimissimi tempi. Non contiamo le lacrime, sta diventando difficile anche piangere, come se non ce ne fossero più.
Zietta io ti ricordo sempre con noi al tavolo “dei bambini” in tutte le cene delle vigilie di Natale, nella casa dei nonni, l’unica casa che è rimasta sempre la stessa da quando sono nata ad oggi che ho 40 anni, una casa a cui sono legatissima, dove ho vissuto momenti incredibili quando ero piccola: giusto oggi ricordavo le lenzuola stese nella stanza da pranzo e la spianatoia sempre li sul tavolo dove la nonna preparava le sue mitiche orecchiette e il nonno grattava il formaggio, via via che passava il tempo con strumenti sempre più “elettronici” …
Eri la zia più giovane percui ti toccava sempre il supplizio di sopportare le bambine, ma in fondo un po’ bambina lo sei sempre rimasta anche tu, non solo nell’aspetto, ma certamente anche nello spirito.
Ha ragione la mamma: dobbiamo ricordarti così, con la voce squillante ma mai troppo alta, che parli dei tuoi reality che ti piaceva tanto seguire e che hai sempre la battutina pronta. Così ti ricordo zia … nella casa dei nonni, tutte insieme al tavolo dei bambini, davanti ad una cofana di panzerotti, ridendo e scherzando sotto lo sguardo colmo di amore della nonna che mai ci ha lasciato.
Ciao zietta, abbraccia forte forte la nonna e il nonno anche per noi, ci mancate tanto … ma io lo so che siete qui con noi.
fa male dirlo fa male pensarlo fa male e basta!
tante cose fanno male, distanza, amore pensieri parole la cosa peggiore sono i ricordi, quelle cose ke ti sembravano meravigliose, magiche quasi incredibile, non sai come mai ma scappano via… io sono a casa del mia amore, diciamo ormai ex oggi ci siamo lasciati pacificamente e trovo solo il senso di mancaza di voi, in questo momento difficile non sono riuscito a starvi vicino, inutile e inrappresentante nel vostro dolore, scusa mamma scusa zia scusa nonna, scusa Nicola forse ti meritavi qualcosa di piu ma forse questo natale sara’ semplicemente in ricordo di te…
Pensar fa male per questo certe volte dico meglio ridere!
Vi voglio bene sappiatelo!
Tesoro mio ma di che ti scusi??? Non devi, non farlo. Io, tua zia, la nonna, tutti vogliamo che voi possiate vivere la vostra vita il più serenamente possibile. Non farti carico anche dei dolori degli altri, noi lo sappiamo che voi ci siete e la cosa migliore per starci vicino è sapere che state bene.
e la prossima volta cucini tu!!!!!!!!!
Quindi stai su amorino mio, la mamma sta bene, lo sai che trova sempre il modo di tornare a splendere come una stella in cielo
TVB scapatello, magari ogni tanto fatti vedere
Cari amici della mia anima, da Cry, che conosco e amo come una sorella, a Simo, che non conosco ma mi è sorella lo stesso, alla formidabile Irene che dall’alto dei suoi pochissimi anni batte in saggezza i nostri molti, a Giacomo, che sto iniziando a conoscere adesso e che apprezzo, a Dario, che sta in silenzio e vigila sempre.
Mi dispiace di non avere avuto la forza di starvi vicino di più, a voi che mi siete stati vicini così tanto.
Il dolore schianta, eppure rende più forti.
La voce dei nostri cari assenti ci sprona a rialzarci, a riprendere la nostra vita tra i denti e a darle di nuovo forma e splendore.
Ce la faremo. Tutti.
Bhè…che dire…sulla zia ho da dire poco perché praticamente non ci sono mai stata, però conosco chi ha scritto e commentato questo post e cerco di stare vicina a chi posso e sono felice di vedere che anche gli altri cercano di fare lo stesso nei loro limiti
.
ma anche per starvi vicino
Mamma, zia, nonna, io e i miei fratelli (e non solo noi 4) siamo qui si per darvi fastidio
Ire
io nn rompo miga le balle, quando parlo (quelle rare volte) dico il mio stato d’animo e trametto cio ke voglio trasmettere!
Brava Simona, e anche tutti gli altri.
Ma, volete proprio farmi piangere ancora!
Grazie.